Noi di quinta ai musei Capitolini

Era lunedì 18 aprile 2016 quando i ragazzi della classe VA della scuola "Santa Sofia" di Civitavecchia si sono recati in visita ai Musei Capitolini di Roma, con alcuni genitori della classe, la maestra e la preparatissima guida, Marta, che li avrebbe accompagnati in questo viaggio del tempo a ripercorrere 2000 anni di storia.

Si sono ritrovati puntualissimi alle 7.30 al parcheggio del tribunale; partirono tutti insieme, seduti dietro tanto che sembrava che le sospensioni del bus fossero cedute.

Arrivati a Roma si sono recati in Piazza del Campidoglio dove incontrarono la loro guida: Marta che ha subito spiegato che i Musei Capitolini risalgono al 1431, quando Papa Sisto IV donò al popolo romano un gruppo di statue di bronzo che fino ad allora erano conservate al Laterano. Si chiamano Musei Capitolini perché sorgono sul colle Capitolino.

Entrati all’interno, gli studenti insieme ad alcuni adulti si guardavano intorno stupiti dalle enorme dimensioni dello storico monumento con all’interno situate statue storiche su cui Marta raccontava le origini e attirava l’attenzione dei ragazzi soffermandosi in particolari dettagli che non tutti notavano, come la statua di Costantino divisa in pezzi.

In una immensa sala a vetri si trovava una statua di Marco Aurelio a cavallo. La guida ha detto che la statua doveva essere completa con personaggi che rappresentavano i suoi prigionieri di guerra, poiché sullo zoccolo del cavallo una placca indica la mano di un prigioniero che implora Marco Aurelio.

Un’altra leggenda narra che quando l’oro della statua si sarebbe tutto tolto il mondo sarebbe caduto e si sarebbe distrutto.

In un’altra stanza vi era anche la lupa simbolo di Roma. Romolo e Remo, due fratelli, furono cresciuti dalla lupa, dopo essere stati abbandonati da un servo romano sulle rive del fiume Tevere. Romolo fu il primo re romano. Per popolare la sua città dove vivevano solo pastori, invitò a una festa gli abitanti della città vicina, cioè i Sabini con le loro mogli, ma queste furono rapite dai pastori che volevano sposarle. Così scoppiò una guerra tra Sabini e Romani fino a quando decisero di vivere in pace. La guida spiegò che quella lupa fu colpita da un fulmine che gli squarciò una zampa. Grazie a questo, gli studiosi inserirono una sonda e prelevarono un pezzo di metallo interno dal quale hanno capito che quel monumento risaliva all’epoca medioevale.

E’ inutile dire che è stata una giornata entusiasmante e ricca di storia.

 

Gli autori:
Francesca Annovazzi

Filippo Ballarini

Giulia Bovi

Alfonso Giorgini

Pietro Migliore

Lorenzo Quartieri

Danny Trovarelli

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A cura di: Prof. Dr. Ing. Mignanti Silvano

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